08 Aprile 2010

Lamentela per il piano Terra.



Qui non si tratta di non trovare le parole…sono gli argomenti che mancano.

Non c’è nulla di cui lamentarsi … e questo è drammatico, perché non c’è nemmeno nulla di cui gioire, da ricordare, da odiare, da improvvisare.

Non posso fare a meno di chiedermi…dov’è la vita?

È davvero tutto qua quello che c’è da aspettarsi?

E se ci fosse altro, siamo noi a doverlo cercare o prima o poi sarà quel qualcos’altro a trovarci e a sorprenderci?

Scrivere dell’attesa alla lunga diventa monotono.

Il solito senso di colpa è lì in agguato, la sensazione di essere tremendamente egoista ti si attacca alle viscere…ma perché mai non dovremmo desiderare di più?

Siamo qui, in questo colossale casino, tra milioni di volti che osserviamo e dimentichiamo subito dopo, fiancheggiati da infinite occasioni perse che ci sbeffeggiano ogni giorno, con le orecchie piene di rumori che non sappiamo distinguere … e non lo abbiamo chiesto noi!

Allora perché, perché siamo egoisti a volere di più, se abbiamo avuto tutto questo senza doverlo desiderare? il mondo ci ha viziato…se l’è cercata! Adesso non può lamentarsi se il suo popolo desidera, chiede, vuole incessantemente!

Ho deciso! Ho bandito il senso di colpa! Sarò la piattola del mondo, chiederò tutto il possibile, desidererò un Dio che calzi a pennello con la religione della mia mente, governi giovani che conoscano personalmente tutti gli elettori, commessi carini in tutti i supermercati, per tutti l’Amore (non banale), dieci centimetri in più d’altezza (o che tutti gli scaffali siano abbassati di dieci centimetri)…. È un mio diritto non sentirmi in colpa! 

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